Costanze, la moglie di Mozart, ricordò che il compositore era ossessionato dall’idea che qualcuno lo avesse avvelenato con l’acqua tofana.
Dopo due secoli dall’invenzione, da parte di una donna e di una famiglia alquanto particolare, questo liquido riusciva ancora a penetrare nell’immaginario collettivo.
Per comprendere i motivi dell’agitazione mentale che l’acqua tofana insinuava negli uomini, soprattutto nella veste di mariti, dobbiamo fare un salto nel tempo.
Durante il XVII secolo, una cortigiana, fattucchiera, meretrice e quant’altro, di Palermo, elaborò la ricetta per una pozione incolore, insapore e inodore, che fece la sua fortuna, e quella delle persone che con lei condividevano questo turpe intento.
La donna si chiamava Giulia Tofana, o Toffana, e grazie a questa invenzione divenne ricca e potente.
Perché una pozione velenosa riuscì a rendere ricca una donna di misere origini?
Giulia riuscì in breve tempo a far conoscere il suo veleno e a commercializzarlo fuori dalla sua zona d’origine. Il successo fu accelerato dalla volontà di molti coniugi, soprattutto o esclusivamente donne, che sentivano la necessità di divenire vedove, in un’epoca nella quale il divorzio non era riconosciuto.
Continua a leggere”GIULIA TOFANA, LA DONNA CHE UCCISE OLTRE 600 MARITI”