Set 21 2020

COME FUNZIONA IL SISTEMA FISCALE ITALIANO

Category: Economia e lavoro,Monolandia,Società e politicagiorgio @ 21:32

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Immaginiamo 10 uomini che ogni giorno vanno a bersi una birra e che il conto sia SEMPRE 100 dollari. Se pagassero il conto nel modo in cui si pagano le tasse (aliquote progressive ndt) avremmo una cosa del genere:

I primi quattro (i più poveri) sono esentati dal pagare.
Il quinto paga 1 dollaro
Il sesto paga 3 dollari
Il settimo 7$
L’ottavo 12$
Il nono 18$
Il decimo (il più ricco) pagherebbe 59$

Quindi questo è il sistema che hanno deciso di adottare.

I dieci uomini vanno tutti i giorni al pub a bere birra e sembrano abbastanza soddisfatti dell’accordo trovato finchè un giorno il barista gli fa una proposta insolita. «Siccome siete clienti così affezionati, invece di 100$ vi faccio lo sconto di 20 e pagherete 80$».

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Set 20 2020

SPAGNOLA: ALLA RICERCA DI UN VIRUS MORTALE

29 maggio 1919, Massachusetts.

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Vaccini statunitensi causano “influenza spagnola”

“Era un’espressione comune durante la guerra che” più soldati furono uccisi dai colpi di vaccino che dai colpi di pistole nemiche. “- E. McBean

Marcello Pamio – tratto dal mensile “Biolcalenda” nr.47

La “Spagnola” scoppiò a settembre del 1918, in un momento storico ben preciso e cioè quando l’umanità era esausta dalla Grande Guerra; imperversò ovunque, e dopo aver ucciso nel giro di pochi mesi più persone di qualsiasi altro morbo che la storia umana ricordi, finì assieme alla guerra, scomparendo nello stesso misterioso modo in cui era apparsa.


E’ stata un’apparizione così strana, che i medici esitarono a definirla influenza proprio perché credevano fosse un nuovo morbo. E forse non era così sbagliato… 
Il numero esatto di morti non lo sapremo mai: le stime ufficiali oscillano tra i 20 e i 60 milioni di individui, ma qualcuno azzarda addirittura 100 milioni!
I libri di storia vengono scritti dai vincitori, per cui andiamo per ordine, cercando di capire cosa realmente è successo agli inizi del secolo scorso. 

I sintomi

Le persone cominciarono ad ammalarsi lievemente nella primavera del 1918, accusando brividi e febbre per tre/quattro giorni, ma poi guarivano. Dopo una calma estate, a settembre-ottobre si scatenò, con la potenza di una macchina bellica, l’epidemia.
I medici erano impotenti: morivano loro stessi, e quelli che sopravvivevano vedevano i pazienti, parenti e amici, morire come mosche. Provarono di tutto: farmaci, sieri e arrivando ad inoculare composti da secrezioni corporee degli ammalati e batteri che presumevano essere all’origine della malattia.
Iniettarono – scrive un medico – “una broda composta di sangue e muco degli influenzati, filtrata per eliminare le cellule più grandi e i detriti”, ovviamente senza alcun risultato, anzi scatenando vere e proprie patologie, come vedremo tra poco.

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Set 18 2020

CON LE BOMBE SU BELGRADO MORIVA L’EUROPA E NASCEVA L’UNIONE EUROPEA

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Il 6 aprile 2019 a Bologna si è tenuto il convegno nazionale:

LE BOMBE SULLA JUGOSLAVIA VENTI ANNI DOPO”, organizzato dal Coordinamento nazionale Jugoslavia presso il centro “Katia Bertasi”. 

 

Particolarmente interessanti gli interventi della delegazione dei lavoratori della Zastava di Kragujevac sulla situazione sociale della Serbia e le condizioni capestro degli operai della grande fabbrica “acquisita” dalla Fiat, di Sergio Bellavita (Usb), del presidente del Forum di Belgrado Zivadin Jovanovic, dello studioso Michael Chossudovski, del responsabile esteri del Partito Socialista dei Lavoratori della Croazia, di Carlo Pona e Alberto Tarozzi attivi nel gruppo degli Scienziati contro la guerra.

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Pubblichiamo qui di seguito il contributo di Sergio Cararo al convegno a nome della redazione di Contropiano:

 

I bombardamenti delle potenze della Nato su Belgrado e la Federazione Jugoslava venti anni fa sono stati uno spartiacque nella storia europea più recente. La velocità con cui è stata rimossa quella guerra e il silenzio sul ventesimo anniversario,  confermano oggi quanta falsa coscienza e quanti scheletri ci siano nell’armadio delle forze liberali e progressiste europee che vorrebbero rappresentare l’alternativa alle forze reazionarie che vengono crescendo in Europa.

 

Con i bombardamenti  su Belgrado, una capitale europea, possiamo affermare con le parole dello scrittore Peter Handke, che “è morta l’Europa ed è nata l’Unione Europea”.

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Set 17 2020

LA TROTTA DI PESCANTINA

Category: Verona storia e artegiorgio @ 14:36

La Mandela

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Alla ” Mandela ” di Pescantina  funzionava una ” restara “: stazione per il cambio dei cavalli impiegati per il traino delle barche. 

La stalla, con il soffitto a volta, poteva accogliere una mezza dozzina di quadrupedi; in fianco si trovavano un minuscolo fondaco e un’osteria: ritrovo per ” barcari “,” cavallanti ” e altri affezionati. 

L’edificio era un tempo appartenuto ai Salvi; sulla facciata fino a non molto tempo fa si potevano osservare dettagliatamente le loro insegne nobiliari. 

Sotto il portico resiste ancora una scritta curiosa che ricorda un avvenimento fuori dal comune. 

Si tratta della cattura di una trota della lunghezza e del peso eccezionali. La scritta che una volta era corredata dal disegno della trota in scala reale, reca la data in cui avvenne il fatto:16 giugno 1828 e il peso dell’animale: 40 live ( libbre ) e once 8 ( pari a 20,6 chilogrammi circa  se misurata in libre pesanti,  o  13,5 chilogrammi  se misurata in libre leggere)………

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40 live e 8 onse

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Fonte: da Sei di Pescantina  se.. 

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LA PESATA. UNITA’ DI MISURA

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Libra grossa                499,931

Libra  sottile               333,287 

La libbra si divide in 12 once. 

25 libbre sottili fanno un peso.

I farmacisti usavano la libbra medica viennese di grammi 420,008 e anche

la Libbra sottile veneta di grammi 301,230.

I gioiellieri usavano il marco di grammi 238,499 diviso in 8 once, l’oncia in 144 carati, il carato in 4 grani.

Loncia Veronese  o onsa era  di   28,35 grammi ed era l’unità di misura indicata per una dose di olio di ricino.  

L’oncia o  ònsa  è un’unità di misura che attualmente utilizzano i barman veronesi


Set 14 2020

VERONA. UNA MANSIO SOTTO L’EX CINEMA ASTRA

Category: Archeologia e paleontologia,Verona storia e artegiorgio @ 14:41

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Nell’estate autunno del 2004, sotto l’immobile di via Oberdan 13 (ex cinema Astra), 200 mt da Porta Borsari e dunque appena fuori dalle mura, gli scavi per la realizzazione di un piano interrato hanno portato alla luce una serie di strutture a carattere residenziale.  
Una stazione di posta (mansio), adibita a fornire ospitalità pubblica e privata lungo la Postumia.


Su alcune pareti rimangono consistenti resti dì affreschi che richiamano pitture di III stile, mentre in 7 vani sono stati individuati pavimenti in signino bordati da fasce di tessere musive e contenenti campi centrali decorati da tesselle e crustae. L’edificio doveva essere dotato di un piano superiore di cui è testimoniato il crollo nel vano F. Tale piano era dotato di pavimentazioni musive. Un totale di 20 vani con alcuni ambienti aventi riscaldamento a parete e a pavimento.

Fonte: N.R.  


Set 13 2020

LA BERLINA DI PIAZZA ERBE DI VERONA

Category: Verona storia e artegiorgio @ 08:44

La berlina o  tribuna di Piazza Erbe

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Al centro di piazza Erbe sorge un monumento che tradizionalmente viene chiamato “berlina” nonostante si tratti di una tribuna (o capitello).

Per Gerolamo Dalla Corte sarebbe stato eretto nel 1207 dal podestà Azzo d’Este; sicuramente esisteva nel XIII secolo in quanto citato negli Statuti veronesi. Secondo Luigi Simeoni, studioso locale, il capitello fu rifatto nel 1378, durante la signoria dei fratelli Bartolomeo e Antonio della Scala, quando vennero eliminate le baracche di legno che occupavano la piazza. Tuttavia la tribuna che vediamo oggi non risale all’epoca scaligera: quella avrebbe dovuto avere forme gotiche, mentre l’attuale è di ispirazione classica. Anche le lettere incise sulla colonna che regge la catena appartengono ad un carattere (maiuscolo romano) in uso nel secolo successivo.

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Ago 30 2020

DISCORSO DI R. KENNEDY A BERLINO.

ROBERT F. KENNEDY 

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Il testo tradotto….

Negli Stati Uniti i giornali dicono che sono venuto qui per parlare con 5.000 nazisti. E domani lo confermeranno esattamente: Che ho parlato con 83.500.000 nazisti.

Quando guardo nella folla, vedo l’opposto dei nazisti. Persone che vogliono un governo diverso, persone che vogliono leader che non mentano loro. Non vogliamo che i leader che fanno indiscriminatamente le regole solo per mantenere il nostro controllo.

Vogliamo politici che si preoccupino della salute dei nostri figli e non del profitto della lobby farmaceutica e del proprio profitto – questo è l’opposto del nazismo.

… Vedo persone di tutte le nazioni, con tutti i colori della pelle, vedo persone che hanno a cuore l’umanità, che sono qui per la salute dei loro figli e per la libertà e la democrazia.

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Ago 18 2020

IL MANCATO ATTENTATO ALL’ARENA DI VERONA.

L’Arena di Verona

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“Data la pluralità, convergenza e eterogeneità delle fonti, si può dire senz’altro acquisita la prova di una immane strage che qualcuno era pronto a compiere all’Arena di Verona e che qualcun altro ritenne invece di risparmiare al Paese, rimuovendo il micidiale ordigno già piazzato in loco”. Queste le parole del P.M. che indagava sulla strage di Piazza della Loggia. 

Dalla confessione di alcuni dei protagonisti degli anni di piombo in Italia, emerge che, dopo la strage di Piazza della Loggia, il prossimo obiettivo per un attentato sarebbe stata L’Arena di Verona. È nientemeno che Stefano Delle Chiaie, leader storico di Avanguardia Nazionale, che in una intervista su “L’ espresso” del 26 dicembre 1982 dichiara che nei primi mesi del 1975 o poco prima della stagione lirica, in occasione di alcuni lavori di manutenzione, fu collocata una bomba ad alto potenziale all’interno dell’Anfiteatro . Dichiarazione ribadita alla Corte di Assise di Milano il 6 aprile 1987, dopo la sua estradizione dal Venezuela e rivendicando ad Avanguardia il merito di aver materialmente bloccato l’operazione rimuovendo l’ordigno, in netto contrasto con i propositi di altri gruppi del terrorismo nero. Anche i responsabili di Ordine Nuovo erano contrari a questo progetto.

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Ago 16 2020

LA DISTRUZIONE DEI PONTI DI VERONA

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La storia la scrivono i bugiardi vincitori

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Questa asserzione è il pilastro su cui poggia la storiografia mondiale. Qualunque testo soggiace a questo comandamento. Qualunque storico che scrive, elabora  il proprio pensiero, seleziona fatti ed  eventi, arrivando a mentire anche a se stesso, pur di rispecchiare ed esaltare la propria personalità, carattere e dottrine.

A parte l’offesa contro la verità, questo modo di agire è anche una mancanza di rispetto perpetuo nei confronti dei lettori. Devo dire che purtroppo molti lettori  non cercano la verità, ma solo quello che  è conforme  al proprio “pensiero”,  pertanto a loro basta quel genere di storici.

Un bellissimo ed eclatante esempio di come si “scrive la  storia” lo abbiamo nella nostra bellissima Verona.

Nella seconda guerra mondiale, i ponti di Verona furono fatti saltare, con mine, la sera del 25 aprile 1945.

Moltissimi veronesi quella sera non videro cosa stava succedendo, erano per paura  chiusi in casa, ma i fragori e i tremori delle esplosioni li  sentirono, eccome li sentirono, e  a chilometri di distanza.

Beh! Cosa c’è d’eclatante in questa vicenda? 

La cosa clamorosa e che per decenni la storiografia ufficiale, riportò in tutte le pubblicazioni, che la distruzione  dei ponti avvenne la sera del 24 aprile 1945 e, solo dopo quasi 40 anni, qualche autore iniziò a riportare la data esatta della distruzione. 

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Lug 19 2020

LUISA FERIDA. BELLA E INCINTA FATTA FUCILARE DA SANDRO PERTINI, PER UNA FALSA ACCUSA, A GUERRA FINITA!

Luisa Ferida

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Luisa Ferida venne trucidata a Milano, insieme al marito l’attore Osvaldo Valenti, dai partigiani nella notte del 30 aprile del 1945 per una falsa accusa. A chi obiettò che era in cinta di otto mesi, Alessandro Pertini rispose: “Fucilare un fascista non è reato”. Che uomo!

Quando Pertini Alessandro, detto Sandro, veniva propagandato come il presidente più amato dagli italiani, nessuno di noi sapeva che questo personaggio fece fucilare, a guerra finita, la bella e brava attrice Luisa Ferida, incinta con un pancione di 8 mesi. Insieme a lei venne fucilato anche il marito, l’attore Osvaldo Valenti. Prima di ammazzarla qualcuno obiettò che la Ferida era incinta con un pancione e prossima al parto; il partigiano Pertini allora sentenziò: Ammazzare un fascista non è reato. Una scarica di colpi si abbattè sulla Ferida e sul figlioletto che portava in grembo.

Luisa Ferida, nome d’arte di Luigia Manfrini Farné (Castel San Pietro Terme, 18 marzo 1914 – Milano, 30 aprile 1945), è stata un’attrice italiana. Fu una delle più note e capaci attrici del cinema italiano nel decennio 1935-1945. Venne fucilata dai partigiani, assieme al marito, l’attore Osvaldo Valenti, perché accusata di collaborazionismo con i nazionalsocialisti, principalmente per la partecipazione ai crimini di guerra e alle torture della cosiddetta “banda Koch”, accusa della quale era in realtà innocente, come fu riconosciuto nel dopoguerra.

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Giu 25 2020

IL PROFILO PSICOLOGICO DI UN NARCISISTA MANIPOLATORE

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dott. Marco Salerno psicologo psicoterapeuta a Roma

Quando si parla di manipolazione di intende la capacita’ di influenzare le decisioni e le scelte di una persona, inducendola ad adottare comportamenti, che  molto probabilmente non ha scelto di agire liberamente, attraverso il ricorso alla seduzione e facendo leva sulla sua sensibilita’ e vulnerabilita’. Ogni manipolazione e’ una aggressione piu’ o meno esplicita, chi vi e’ soggetto si riconosce poiche’ perde la capacita’ di opporsi a decisioni prese dal manipolatore, di riflettere e di scegliere in piena autonomia. Il paradosso di una relazione con un narcisista manipolatore e’ che la vittima pur riconoscendo l’abuso che subisce presenta enormi difficolta’ per liberarsene. L’incastro relazionale tra narcisista manipolatore e la sua vittima e’ determinato dal fatto che entrambi sono segnati da esperienze traumatiche relazionali precoci a cui hanno reagito in modo differente, rendendo apparentemente impossibile reagire alla seduzione, al senso di colpa e alle false promesse che la vittima subisce. E’ fondamentale ricordare che il narcisista manipolatore puo’ essere sia un uomo che una donna, per convenzione in questo articolo si usera’ il genere maschile quando si parlera’ di narcisista manipolatore ma giova sempre ricordare che e’ una modalita’ di comportamento e puo’ essere rintracciata in entrambi i generi.

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Giu 16 2020

GLI ALBERI LUNGO LE STRADE: UNA QUESTIONE STORICA E AMBIENTALE

Category: Geografia e ambientegiorgio @ 00:20

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di Rossano PAZZAGLI.  

L’aumento del traffico automobilistico, conseguenza anche del mancato potenziamento dei trasporti pubblici che anzi stanno subendo politiche di tagli e ridimensionamenti, sta riproponendo in misura crescente il problema della sicurezza stradale. Spesso sotto la spinta emotiva di gravi incidenti, dimenticando la responsabilità di errate strategie gestionali della mobilità, come quella delle numerose privatizzazioni e della progressiva introduzione dei pedaggi sulle strade a scorrimento veloce, sono le tradizionali alberature lungo le strade d’Italia a finire sotto accusa. Qualcuno arriva così a proporre l’abbattimento indiscriminato di interi filari di piante, ignorando le funzioni che questi hanno a lungo svolto e che almeno in parte potrebbero ancora svolgere. Lo stesso codice della strada, approvato nel 1992, prevede nei successivi regolamenti di attuazione il divieto della presenza di alberi entro una distanza minima di sei metri dal bordo stradale [1].

Si tratta di un tema molto ampio e ricco di significati, che inevitabilmente tocca diversi ambiti – dalla storia dell’architettura all’agronomia, dalle scienze forestali all’ingegneria – e che ci consegna non pochi interrogativi sul nostro modo di intendere il rapporto tra società, infrastrutture e paesaggio. La prospettiva storica può aiutare a porre correttamente il problema, al di fuori di scorciatoie o soluzioni irrazionali.

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Apr 23 2020

GRAZIE MAMMA LUIGINA

Category: Veja migiorgio @ 12:21

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“Santa Maria, donna dell’ultima ora, disponici al grande viaggio.

Aiutaci ad allentare gli ormeggi senza paura.

Sbriga tu stessa le pratiche del nostro  passaporto.  Se ci sarà il tuo visto, non avremo più nulla da temere sulla frontiera.

Aiutaci a saldare, con i segni del pentimento e con la richiesta di perdono, le ultime pendenze nei confronti della giustizia di Dio.

Procuraci tu stessa i benefici dell’amnistia, di cui Egli largheggia con regolare misericordia.

Mettici in regola le carte, insomma, perché giunti alla porta del paradiso,  essa si spalanchi al  nostro bussare”

D.T.B.

Valentini Luigina vedova Battocchio Ernesto (Verona 25 settembre 1932- H. Marzana 23 aprile 2020)

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Papa Ernesto...

Battocchio Ernesto, 1975; (Fellette di Romano d’Ezzelino, 13 maggio 1922 – H. Negrar, 26 settembre 1993 )


Apr 22 2020

RISCHIO PANDEMIA PER I NAVAJO

Category: Popoli e nazioni,Salute e benesseregiorgio @ 14:25

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Covid-19 nella lingua Navajo si dice così: Dikos Ntsaaígíínáhást’éíts’áadah. Il termine è stato tradotto presto, perché la Nazione Navajo teme d’essere spazzata via dal virus. Da quando il 7 marzo sono stati segnalati i primi casi, i morti sono arrivati a 7 e i contagi a 214 nella riserva di 180mila persone che si estende su vasti deserti e altipiani coperti di pinete in Arizona, New Mexico e Utah.


La paura è legata al fatto che i servizi sanitari sono insufficienti, paragonati da professionisti che ci hanno lavorato a quelli dei Paesi più poveri del mondo. Uno su tre abitanti non ha l’acqua corrente, soprattutto nelle parti più remote della riserva, il che rende difficile lavarsi spesso le mani. I nativi americani, primi cittadini del continente, sono oggi gli ultimi. Cancro, diabete e problemi cardiaci sono superiori alla media nazionale. I leader della comunità hanno cominciato a diffondere bollettini radio a febbraio, da metà marzo vige lo stato di emergenza, con il coprifuoco dalle 8 di sera alle 5 del mattino, e sono stati chiusi i quattro casinò. Da settimane i Navajo chiedevano la chiusura ai turisti del parco nazionale del Grand Canyon, adiacente alle loro terre; sono stati ascoltati soltanto mercoledì scorso. Ma non sono ancora arrivati i fondi del pacchetto di aiuti approvato dal Congresso.

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Apr 20 2020

CONTE, L’OLOGRAMMA DI UNA FIGURA INESISTENTE.

Category: Persone e personaggi,Società e politicagiorgio @ 14:43

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(articolo di Marcello Veneziani tratto da “Panorama” )

Giuseppe Conte non è. Non è un leader, non è un eletto, non è un politico, non è un tecnico, non è nulla. È il Nulla fatto premier. E lo conferma ogni giorno adattandosi come acqua corrente alle superfici che incontra. È la plastica rappresentazione che la Politica, dopo lo Scarso, lo Storto, il Pessimo, ha raggiunto lo Zero, la rappresentazione compiuta del Vuoto.

Luogotenente del Niente, Conte è oggi il fenomeno più avanzato della politica dopo i partiti, i movimenti, le ideologie, la politica e l’antipolitica, i tecnici e i populisti, le élite e le plebi. È la svolta avvocatizia della politica che pure è da sempre popolata di avvocati: ma Conte non scende in politica, assume solo da avvocato l’incarico di difendere una causa per ragioni professionali; ma i clienti cambiano e così le cause. Andrebbe studiato nelle università del mondo perché segna un nuovo stadio, anonimo e postumo della politica. Non si può esprimere consenso né dissenso nei suoi confronti perché non c’è un argomento su cui dividersi; lui segna la fine del discorso politico, la fine della decisione, la fine di ogni idea, di ogni fatto. È la somma di tante parole usate nel gergo istituzionale, captate e assemblate in un costrutto artificiale. È lo stadio frattale del moroteismo, il suo dissolversi. Ogni suo discorso è un preambolo a ciò che non accadrà, il suo eloquio è uno starnuto mancato, di cui si avverte lo sforzo fonico e il birignao istituzionale ma non il significato reale. Altri semmai decideranno, lui si limita al preannuncio.

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