Mag 13 2016

I MISTERI DELLA VITA DI TUTANKHAMON

Category: Archeologia e paleontologia,Bibbia ed Egittogiorgio @ 00:27

kenneth-garrett-national-geographic-stock

Zahi Hawass osserva la mummia di Tutankhamon

 

È stato eseguito il primo studio del DNA mai condotto su antiche mummie reali egizie. Apparentemente ha risolto molti misteri su Tutankhamon, tra cui come morì, chi fossero i genitori, e altro ancora. Oltre alla sua sono state esaminate 15 mummie, di cui 10 sospettate di essere suoi vicini parenti.

 

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Apr 15 2016

SOPRA LA CROCE DI GESÙ NON ERA SCRITTO SOLO INRI. ECCO IL VERO SIGNIFICATO DELL’ISCRIZIONE EBRAICA

INRI

 

 

Non solo INRI, Gesù Nazareno re dei Giudei…

 

di Daniele Di Luciano

 

In Esodo 20,2 Dio rivela il suo nome a Mosè:

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto

 

La parola tradotta con “il Signore” è il famoso Tetragramma che gli ebrei non possono neanche pronunciare: “YHWH“, vocalizzato in diversi modi tra i quali “Yahweh“.

Le quattro lettere ebraiche che lo compongono sono queste: יהוה“, yod-he-waw-he.

Ricordiamo che l’ebraico si legge da destra verso sinistra.

 

Nel Vangelo di Giovanni, capitolo 19 versetti 16-22, leggiamo:

 

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».

Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco.

I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: «Il re dei Giudei», ma: «Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei»». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

 

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Feb 29 2016

LA NAVIGAZIONE DEGLI ANTICHI EGIZI. LE TRACCE DEGLI ANTICHI COMMERCI MARITTIMI ALLA TERRA DI PUNT

Category: Archeologia e paleontologia,Bibbia ed Egittogiorgio @ 00:11

Boston University Wadi Gawasis Project

Courtesy of Cheryl Ward and the University of Naples “L’Orientale”/Boston University Wadi Gawasis Project

 

Gli scavi archeologici in Egitto, nel Wadi Gawasis, non hanno trovato né mummie, né grandi monumenti, ma l’archeologa dell’Università di Boston Kathryn Bard e i suoi colleghi stanno scoprendo i resti più antichi di navi d’alto mare e altre reliquie legate al commercio esotico con un misterioso regno del Mar Rosso denominato Punt.

 

“Erano i lanci spaziali del loro tempo”, ha detto Bard delle epiche missioni inviate dai faraoni a procurare merce meravigliosa.

Anche se le imbarcazioni fluviali del Nilo sono ben note, la capacità degli antichi marinai egiziani di navigare per centinaia di miglia di mare aperto su imbarcazioni da carico non era sino ad ora così pienamente documentata.
Poi il team guidato da Bard e da un archeologo italiano, Rodolfo Fattovich, ha iniziato a scoprire magazzini marittimi, nel 2004, scoprendo le prove, fatte di legno duro e robusto, delle prodezze in acque profonde delle flotte faraoniche.

 

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Feb 16 2016

LA PIÙ ANTICA ISCRIZIONE EBRAICA

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L’iscrizione è scritta con inchiostro su argilla (AFP-University of Haifa)

 

È stata decifrata un’iscrizione datata al 1000 a.C. e scoperta nel 2008 a Khirbet Qeiyafa (conosciuta come fortezza di Elah), vicino a Emek Ha’ela (Israele), nella valle di Elah – dove secondo la Bibbia Davide sconfisse Golia.

Sarebbero le prime scritte in lingua ebraica finora conosciute nonché una prova dell’esistenza del regno di Israele.

 

Il frammento di ceramica presenta cinque linee di testo in lingua proto-cananea, usata da ebrei, filistei e altri popolazioni della regione.

 

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Apr 06 2015

L’ICONOCLASTIA NEL MONDO ANTICO, NELL’ISLAM E NELL’EGITTO.

Category: Bibbia ed Egitto,Islam,Religioni e rasiegiorgio @ 00:04

 

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Un esempio di iconoclastia nella cattedrale di San Martino ad Utrecht

 

 

Gli iconoclasti riconoscevano la completa e piena figura religiosa del simbolo, ma non quella dell’immagine, in quanto si rifiutavano di identificare nell’immagine stessa la rappresentazione e, nello stesso tempo, il rappresentato, ovvero identificavano come illecita la rappresentazione di Dio sotto forma visibile.

Nel 726 dopo Cristo, su pressione dei vescovi iconoclasti dell’Asia Minore e in seguito a un terremoto, interpretato come punizione divina, l’Imperatore d’Oriente Leone III Isaurico iniziò a battersi contro le immagini religiose.

Con l’editto del 730 Leone ordinò la distruzione di tutte le icone religiose. Contemporaneamente convocò un’assemblea a cui impose la promulgazione dell’editto.

Di fronte all’insubordinazione del patriarca Germano, contrario all’iconoclastia, Leone III lo destituì e pose al suo posto un patriarca a lui fedele, tal Anastasio.

Il decreto venne respinto dalla Chiesa di Roma e il nuovo Papa Gregorio III nel novembre 731 riunì un sinodo apposito per condannarne il comportamento. Il Concilio stabilì la scomunica per chi avesse osato distruggere le icone.

 

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Mar 29 2015

LA MORTE VIOLENTA DEL FARAONE SENEBKAY

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 Scheletro del faraone Senebkay

 

 

Avrà condotto una vita da re, ma le nuove prove forensi raccolte dai resti del faraone Senebkay indicano che il sovrano egizio morì in battaglia – il primo faraone che sappiamo essere morto così – brutalmente attaccato da molteplici assalitori.

 

L’anno scorso, la tomba di re Senebkay (1650-1600 a.C.) era stata scoperta nel sito di Abydos dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania in collaborazione con le autorità egiziane. Ora il team del Dr. Josef Wegner ha completato lo studio dello scheletro di Senebkay e i resti di diversi altri re le cui tombe sono state scoperte nelle vicinanze.

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Giu 23 2014

NEL TERZO SECOLO ROMA FU COLPITA DA UN’EPIDEMIA APOCALITICA

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Resti romani colpiti da una grande epidemia ritrovati in Egitto

 

 

Un team di archeologi italiani ha riportato alla luce i resti di moltissime persone morte nel periodo dell’antico Egitto. I resti ritrovati furono uccisi da un’epidemia che colpi il Mondo intero, i ricercatori l’hanno potuto apprendere grazie ai testi ritrovati di San Cipriano, vescovo di Cartagine e scrittore (Cartagine, 210 – Sesti, 14 settembre 258), che descrisse quella epidemia come la fine del Mondo.

Il ritrovamento è avvenuto durante i lavori sul complesso funerario Akhimenru Harwa e sul bordo occidentale della antica città di Tebe (Luxor moderna) in Egitto, gli scheletri erano ricoperti da uno spesso strato di calce, storicamente utilizzato come disinfettante ed accanto a loro vi erano i resti di un falo’ utilizzato per bruciare le persone colpite dalla peste

 

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Dic 06 2013

L’APOCALISSE DEI SUMERI DOPO ERUZIONI VULCANICHE, SICCITÀ, DESERTIFICAZIONE.

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La civiltà che gli italiani stanno cercando di salvare

 

Le sepolture sono sugli strati più alti dell’argilla che copre i resti della città. Uno scheletro di maschio adulto in posizione fetale con un bicchiere di ceramica ancora stretto nel pugno destro. Un infante riposto in una culla di giunchi. Un sarcofago spezzato, probabilmente da tombaroli, già in epoca molto antica. Segno che non vi fu un epilogo violento. Non ci furono assedi epici, non battaglie finali all’ultimo sangue. Non si vedono resti di incendi, le case non furono distrutte, non ci fu massacro di massa come a Ebla o a Troia. Semplicemente gli abitanti se ne andarono via in modo progressivo e forse nell’arco di pochi decenni. Restarono solo i cimiteri, le anfore funerarie piene di granaglie a garantire l’estremo viaggio dei defunti. E gli ultimi vivi, che fu di loro? Cosa li spinse a partire?

 

Abu Tbeirah site in southern Iraq. Photo Credit- Italian Archaeological Mission in Iraq

 

Difficile capire come decade una civiltà antica, ancora di più comprenderne le cause. Di recente due noti archeologi americani, Harvey Weiss e Raymond Bradley, hanno notato in un saggio intitolato What Drives Societal Collapse? («Che cosa provoca il collasso delle civiltà?») che la fine può essere relativamente veloce anche per civiltà durate parecchi secoli. E le cause scatenanti andrebbero ricercate nei cambiamenti climatici. Fu forse così per i cacciatori nomadi nell’Asia sud-occidentale, spinti a diventare sedentari verso la fine dell’ultima glaciazione importante, 11 mila anni fa? Così per i popoli nelle valli dell’Indo, 8 mila anni dopo? Per i «granai» della Roma imperiale nel Nord Africa sempre più arido nei primi secoli dell’era cristiana?

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Nov 29 2013

ISRAELE. UN OSSUARIO CON I RESTI DI: “MARIA, FIGLIA DI GESÙ FIGLIO DI CAIFA SACERDOTE DI MAAZIAH DI BET ‘IMRI”

Category: Bibbia ed Egitto,Chiesa Cattolicagiorgio @ 15:19

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Mercoledì 29 Giugno (2011) è stata annunciata, dagli archeologi israeliani Boaz Zissu e Yuval Goren, la scoperta di un ossuario di circa 2000 anni, appartenuto a un parente del sacerdote Caifa. L’identificazione è stata possibile per mezzo della traduzione, a opera di Boaz Zissu, di un’iscrizione in aramaico incisa sull’ossuario stesso:

Maria, figlia di Gesù figlio di Caifa sacerdote di Maaziah di Bet ‘Imri”

 

Quindi, secondo l’iscrizione, l’ossuario doveva appartenere alla nipote di Caifa, componente di un’importante famiglia di sacerdoti del I secolo d.C., appartenente alla classe di Maaziah di Beth Imri. Caifa, grande sacerdote dal 18 al 36 d.C., è ricordato nei vangeli per il suo coinvolgimento nel processo e nella crocifissione di Gesu Cristo. Secondo l’iscrizione, deve essere appartenuto a una delle ventiquattro classi sacerdotali del Tempio di Gerusalemme.

 

Purtroppo, però, l’ossuario non è stato rinvenuto durante scavi archeologici sistematici ma da saccheggiatori, già un anno fa, in una grotta della Valle dell’Elah, ubicata a ovest di Gerusalemme, che non è stata ancora localizzata. L’ossuario, data la sua provenienza, sta ricevendo una serie di analisi che hanno accertato l’autenticità dell’iscrizione.

 

Questa scoperta si inquadra bene con la prossima missione archeologica dell’Istituto Biblico e Orientale di San Isidoro in Spagna, che ha come obiettivo l’identificazione e la localizzazione della casa di Caifa, nel cuore di Gerusalemme. Gli scavi, diretti dal Prof. Florentino Dìez Fernàndez, direttore degli scavi al Santo Sepolcro e dell’Istituto Spagnolo Biblico a Gerusalemme, si concentreranno in un’enclave nei pressi della basilica di Santa Elena dove, nei cinque anni scorsi, sono state realizzate alcune prospezioni geofisiche.

 

Fonte: da Antika nitizie del  4 luglio 2011

Link: http://notizie.antika.it/009382_israele-rinvenuto-un-ossuario-con-i-resti-di-un-parente-del-sacerdote-caifa/

 


Ago 24 2013

SHLOMO SAND: COME FU INVENTATO IL POPOLO EBRAICO

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(fonte: Miguel Urbano Rodriguez)

 

Shlomo Sand fu oggetto di una valanga di insulti in Israele quando pubblicò il libro dal titolo “Come fu inventato il Popolo ebraico”.

 

Il testo smonta miti biblici che costituiscono la base dello Stato sionista di Israele.

Professore di Storia Contemporanea all’Università di Tel Aviv, Shlomo Sand nega che gli ebrei siano un popolo con un’origine comune e sostiene che fu una specifica cultura e non la discendenza da una comunità arcaica unita da legami di sangue lo strumento principale del fermento protonazionale.

A suo avviso, lo “Stato ebraico di Israele” lungi dall’essere la concretizzazione del sogno nazionale di una comunità etnica con più di 4000 anni, fu invece reso possibile da una falsificazione della storia stimolata, nel XIX secolo, da intellettuali come Theodor Herzl.

Mentre accademici israeliti insistono nel sostenere che gli ebrei sono un popolo con uno specifico DNA, Sand, fondandosi su una documentazione esaustiva, ridicolizza questa tesi senza alcun fondamento scientifico.

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Apr 23 2013

IL VANGELO DI GIUDA E’ AUTENTICO: UN DOCUMENTO DI NOZZE EGIZIO NE CONFERMEREBBE LA SUA ANTICHITÀ

Category: Bibbia ed Egitto,Libri e fonti,Religioni e rasiegiorgio @ 05:18

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Uno scienziato che ha contribuito a verificare l’autenticita’ del vangelo di Giuda ha rivelato che un antico certificato di matrimonio egizio potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell’appurare la veridicita’ e la datazione degli inchiostri usati nel controverso testo. La scoperta e’ stata annunciata durante il 245esimo National Meeting&Exposition della American Chemical Society.

Se non avessimo trovato uno studio del Louvre su un matrimonio egizio, che risaliva allo stesso periodo e aveva inchiostri simili a quelli usati nel vangelo di Giuda, avremmo avuto molte piu’ difficolta’ a capire se il Vangelo era autentico“, ha spiegato Joseph G. Barabe, microscopista senior della McCrone Associates che ha guidato il progetto di microanalisi alla McCrone di Westmont.  Il team di Barabe ha fatto parte di un gruppo organizzato nel 2006 dalla National Geographic Society volto ad autenticare il Vangelo di Giuda scoperto negli anni Settanta dopo essere rimasto nascosto per quasi 1.700 anni.

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Nov 19 2012

IL DIVENIRE DI TUTTE LE RELIGIONI

Category: Bibbia ed Egitto,Religioni e rasiegiorgio @ 00:10

 

Le religioni tendono ad avere una memoria selettiva e a prendere le distanze dai loro antichi precursori

 

Dunque:

 

Venera Dio sul tuo cammino

Qualunque sia la forma in cui si manifesta

Che sia abbellito  con pietre preziose

O rappresentato da una statua di rame

Una forma ne sostituirà un’altra,

come una nuova inondazione segue la precedente”

 

(Insegnamento per Merekarie)

 

Fonte: srs di  Christian Jacq; da  La misteriosa sapienza dell’antico Egitto, Mondadori, Milano 2001, pagg. 43-44.

 

 


Lug 17 2012

ALCUNE ISCRIZIONI PRESENTI SU UNA SEPOLTURA ANTICA DI 2000 ANNI POTREBBERO FORNIRE INFORMAZIONI UTILI RIGUARDO ALLA MORTE DI GESÙ.

Ossario di Miriam

Il contenitore funerario in calcare, definito come un ossario, potrebbe rivelare quale fosse la patria di Caifa, il sommo sacerdote coinvolto nella crocifissione di Gesù.  L’autorità israeliana per le antichità, che confiscò l’ossario da alcuni saccheggiatori tre anni fa, lo ha poi consegnato al prof. Yuval Goren, del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Tel Aviv, che ha condotto il tentativo di autenticazione.

“Al di là di ogni ragionevole dubbio, si tratta di un’iscrizione autentica”, ha affermato Goren, dopo aver condotto un esame approfondito sul contenitore che, oltre all’iscrizione, presenta anche alcune rosette decorative.

Le scoperte di Goren dimostrano che questa insolita iscrizione getta luce su uno degli uomini dietro alla morte di Gesù. L’iscrizione completa recita: “Miriam, figlia di Yeshua figlio di Caiaphus, sacerdote di Maaziah da Beth Imri,” citando quindi il defunto, con tre generazioni di parenti e una potenziale posizione di riferimento.

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Lug 06 2012

ANTIOCHIA. ANTICA MALEDIZIONE CONTRO UN FRUTTIVENDOLO

Lo studioso Alexander Hollmann dell’Università di Washington ha tradotto un’antica maledizione scritta 1.700 anni fa sui lati di una sottile tavoletta di piombo: essa doveva affliggere non un re o faraone, ma un semplice fruttivendolo nella città di Antiochia.

Scritta in greco, la maledizione chiedeva a Iao (la forma greca per Yahweh, il Dio dell’Antico Testamento) di tormentare un fruttivendolo di nome Babylas. La tavoletta elenca anche il nome di sua madre Dionysia, “nota anche come Hesykhia”.

O Iao che scagli lampi e tuoni, colpisci, lega Babylas il fruttivendolo”, recita l’inizio della maledizione. “Come colpisci il carro del Faraone, così colpisci l’offensività (offensiveness) di Babylas“.

O Iao che scagli lampi e tuoni, come uccidi i primogeniti d’Egitto, uccidi il suo [bestiame?] tanto quanto…” (La parte successiva è perduta).

 

È inoltre possibile che il fruttivendolo fosse cristiano: “Esiste un vescovo di Antiochia molto importante chiamato Babylas che è stato uno dei primi martiri”, ha detto Hollmann.

L’uso di metafore prese del Vecchio Testamento aveva inizialmente suggerito a Hollmann che chi scrisse la maledizione fosse ebreo. Ma dopo aver studiato altri antichi incantesimi magici che utilizzano le metafore, si è reso conto che la cosa potrebbe non essere così scontata: “Non credo che ci sia necessariamente un collegamento con la comunità ebraica”, ha detto. “La magia greca e romana a volte inseriva testi ebraici senza comprenderli molto bene”.

Oltre all’utilizzo di Iao (Yahweh) e al riferimento alla storia dell’Esodo, la tavoletta cita anche la storia dei primogeniti d’Egitto:

O Iao che scagli lampi e tuoni, come uccidi i primogeniti d’Egitto, uccidi il suo [bestiame?] tanto quanto…” (La parte successiva è perduta).

“Potrebbe essere semplicemente che l’Antico Testamento è un testo potente, e la magia ama utilizzare testi e nomi potenti”, ha spiegato Hollmann. “Questo è ciò che fa funzionare la magia o fa credere alle persone che funzioni”.

Il manufatto, che ora si trova al Princeton University Art Museum, era stato scoperto negli anni ’30 ma finora non era stato completamente tradotto. La traduzione dettagliata è stata pubblicata sulla rivista Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik.

 

Fonte: da Il fatto Storico  del 21 gennaio 2012

Link: http://ilfattostorico.com/2012/01/21/decifrata-unantica-maledizione-contro-un-fruttivendolo/

Fonte: Live Scienze

Link: http://www.livescience.com/17589-ancient-curse-translated-greengrocer.html

 


Giu 28 2012

ISRAELE. OSSUARIO CON I RESTI DI UN PARENTE DEL SACERDOTE CAIFA

Il Mercoledì 29 Giugno 2011 è stata annunciata, dagli archeologi israeliani Boaz Zissu e Yuval Goren, la scoperta di un ossuario di circa 2000 anni, appartenuto a un parente del sacerdote Caifa. L’identificazione è stata possibile per mezzo della traduzione, a opera di Boaz Zissu, di un’iscrizione in aramaico incisa sull’ossuario stesso:

“Maria, figlia di Gesù figlio di Caifa sacerdote di Maaziah di Bet ‘Imri”

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